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DAL FOULARD “FLORA”, ALLE SNEAKERS CON PERLE: E’ GUCCI MANIA!

C’era una volta a Firenze  un piccolo negozio che fabbricava borse, borsoni, bauli, guanti e cinture in pelle. Un negozio di valigeria e pelletteria artigianale ispirato al mondo equestre, ma destinato a dettare le leggi della moda per decenni. Le idee di Guccio Gucci e le mani sapienti di chi lavorava la pelle e altri materiali come il bambù, il lino e la canapa, hanno reso i loro prodotti unici e inimitabili. La doppia G e il nastro a trama rosso e verde sono conosciuti in tutto il mondo e sono simbolo di qualità e perfezione, stile ed estrosità.

Tutti i direttori creativi che si sono susseguiti hanno sempre tenuto conto del passato della grande maison italiana e, molto spesso, hanno ripescato e riportato in vita pezzi che hanno fatto la storia e che, ne siamo certi, continueranno a farla. Tra passato e presente, il classico si arricchisce di novità: con l’ultimo direttore creativo, Alessandro Michele, si è trasformato tutto in un viaggio immaginario tra capi che fanno parte di una collezione tutta barocca.

Era il 1940 quando nasceva la Gucci Bamboo, la prima it-bag. La  pelle nera, bordeaux o bleu marine, era riconoscibile grazie al suo manico in bambù giapponese curvato come la sella dei cavalli. Era la prima volta che la moda si serviva di un materiale povero. La borsa dal dettaglio esotico ottenne il maggior successo grazie al cinema. E’ proprio sul set di Rossellini che fa la sua prima apparizione: il film era “Viaggio in Italia”, l’attrice era Ingrid Bergman. Da quel momento divenne la borsa delle celebrites: da Vanessa Redgrave in “Blow up”, passando per Liz Taylor in “La gatta sul tetto che scotta”, sino a Grace Kelly. La Gucci Bamboo diventò uno status symbol. 

gucci bamboo 1940 vintage

Disegno Gucci Bamboo

liz taylor e gucci bamboo sul set la gatta sul tetto che scotta

Gucci Bamboo sul set

 

Se la Bamboo veniva sfoggiata dalle donne più belle del cinema di quegli anni, il foulard con la famosissima fantasia Flora fu creato solo per una delle donne più belle, che un tempo era la protagonista e musa dei film di Hitchcock. Era il 1966, Via Montenapoleone, Milano, Boutique di Gucci. Rodolfo, figlio di Guccio Gucci, riceveva il principe di Monaco e la sua consorte, la principessa Grace Kelly. Da una piccola bugia nacque un must della moda. Non era in preparazione nessun foulard con un fantasia floreale, come invece aveva richiesto la principessa, ma Rodolfo le promise che una volta ultimato glielo avrebbe consegnato in persona. Il foulard fu dipinto a mano prendendo spunto dalla “Primavera”  di Botticelli: un tripudio di ben 40 colori su una seta pregiata. Moda e natura suggellavano un patto destinato a durare per decenni.

 

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Grace Kelly indossa il foulard Flora di Gucci

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Foulard modello Flora del 1966 (ideato per Grace Kelly)

 

I 50 anni di Flora sono stati celebrati con il lancio di una linee di fragranze. La scelta della testimonial è ricaduta proprio sulla bellissima Charlotte Casiraghi, nipote di Grace Kelly.

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Charlotte Casiraghi testimonial della campagna pubblicitaria Gucci Flora

 

Un’altra borsa che è entrata di di diritto nella it-bag della storia della moda è la Jakie O. E’ il 1960 e il mondo è affascinato dall’eleganza innata di una donna americana. Non è una star del cinema, né una principessa. Jakie Bouvier, moglie del presidente americano John F. Kennedy e moglie in seconde nozze dell’armatore greco Onassis, ha fatto parlare di sé diventando un’icona di stile. Sino ad oggi, e chissà per quanto altro tempo ancora, di sicuro fin quando la maison Gucci continuerà a riproporre la borsa che porta il suo nome, ne sentiremo parlare. Era un modello dalla forma trapezoidale in pelle e con una fibbia come chiusura. Pochi dettagli, lineare ed elegante.

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Jakie Kennedy Onassis e la Jakie O

Apprezzata dallo star system, nel 2009 è stata riproposta da Frida Giannini (direttore creativo dal 2006 al 2014) che l’ha riproposta in pelle morbidissima, in varie dimensioni e colori, con l’aggiunta della tracolla per una donna che vuole essere elegante ma pratica. Impunture cucite a mano sul bordo inferiore e nappine applicate alla cerniera zip: è la New Jakie.

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New Jakie (2009)

Dal 1994 sino al 2003 la direzione creativa di Gucci è affidata a Tom Ford, grazie al quale la maison fiorentina esce dalla crisi. Anche Ford volge uno sguardo al passato ridando nuova veste e linfa alla tradizione. Propone una donna sensuale e determinata e ne esalta la sensualità servendosi di meravigliose scollature e tacchi vertiginosi. Rivoluzione lo stile hippy rendendolo chic. Dopo aver deciso di lasciare l’incarico, il testimone passa a Frida Giannini sino al 2014.

Alla nuova direttrice artistica si deve la Guccissima, cioè la doppia G stampata sul tessuto delle borse e e la linea Première, dedicata agli abiti da sera che le star iniziano sempre più spesso a sfoggiare sui red carpet. La donna proposta ogni anno è sempre diversa, ma molto forte e con uno stile sempre deciso. Ripesca dal passato la Bamboo, rinominandola New Bamboo;  ripropone la fantasia Flora.

Blake Lively indossa un abito della linea Première

New Bamboo

La svolta che segnerà per sempre la storia della moda internazionale è firmata Alessandro Michele, direttore creativo dal 2014. Quello che il nuovo direttore creativo propone è una rivoluzione che volge lo sguardo al passato e al presente: unisce la tradizione con l’innovazione, un’eleganza barocca,un mix di colori, una nostalgia retrò. Michele riprende i tradizionali colori rosso e verde e porta la maison Gucci ad un livello davvero alto. La proposta di uno stile androgino con capi adatti sia per lui che per lei, piace molto e fa impazzire il pubblico. Le sue creazioni sembrano stonare, invece fanno tendenza e dettano legge. E’ un viaggio immaginario con svariati fiori, colori, api, serpenti, tigri per poi passare ai dettagli in perle, al velluto senza mai lasciare il binario della tradizione.

A proposito di perle: ecco le sneakers Ace in pelle bianca. Immancabile sulla tomaia il dettaglio Web, impreziosita da borchiette e perle. Potete acquistarle seguendo questo link.

 

 

Tutti la vogliono: è la cintura con la fibbia con la doppia G. La classica ed intramontabile o quella impreziosita da dettagli in perle? Eccole entrambe seguendo questo link o cliccando qui.

gucci cintura doppia g

Il tocco retrò non poteva mancare nell’iconica t shirt in cotone con il logo Gucci degli anni passati. Una t-shirt passpartout difficile da non indossare ogni giorno. Eccola qui.

 

Non so voi ma io la desidero in tutti i colori possibili ed immaginabili. La Gucci Marmont con la doppia G mi ha davvero conquistata. Fascinosa e chic, velluto trapuntato  da accarezzare, linee morbide, arricchita dalla doppia G dorata sulla pattina. Io la vorrei verde smeraldo, eccola qui. Ma sono svariati i i colori in cui è proposta.

gucci marmont verde smeraldo

Concludiamo questa carrellata di pezzi da sogno che tutti vorrebbero, con un bomber di pelle di agnello   con una finitura trapuntata. Questo modello nero è arricchito da strisce a costine con il tradizionale blu e rosso  e di un bordo in velluto riccamente ricamato. La zip ha un ciondolo a forma di ciliegie. Un capolavoro raffinato. Eccolo qui, costa poco. Solo 3,200 euro.

giacca in pelle metelassé ricamata gucci

 

Nell’aria c’è voglia di affermare se stessi, di non omologarsi, c’è voglia di distinguersi. Voglia di osare. E Gucci lo fa: accosta colori e fantasie differenti, mixa classicità e dettagli moderni. Un equilibrio ipnotico. Uno stile genderless. Una rivoluzione firmata Gucci.

Lea <3

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